“L’accoglienza in RSA per la Buona Cura”

RSA Ernesta Bovi – Cooperativa Sociale Società Dolce

Buona Prassi:

Per la RSA, l’accoglienza non è un documento fine a sé stesso, ma deve essere resa concreta, declinandola attraverso azioni precise. Pertanto, l’accoglienza è stata pensata come un momento personale e unico. Questo significa anche sorprendere il residente e la famiglia, trasmettendo un’identità di cura che abbia valore.

Per i residenti, il ricovero può evocare sentimenti di abbandono, ma anche di sollievo; per operatori e familiari, si attiva un profondo carico di empatia, senso di colpa e burnout. Alla luce di questa complessità, è stato creato un rituale al momento dell’accoglienza in struttura, a cura del servizio di animazione, che prevede la consegna di una lettera di benvenuto per ogni nuovo residente, pensata in collaborazione con il residente Sergio. Viene anche offerto un dono di benvenuto (un calendario da tavolo di Società Dolce, che viene fatto trovare nella stanza da letto). Un gesto simbolico per far sentire protagonista la nuova persona, con la percezione di sentirsi accolta con accuratezza, cura e calore.

Percorso attuato:

L’accoglienza in RSA rappresenta un momento di profonda rottura per la persona e la sua rete familiare, un doloroso distacco dalle proprie abitudini, dal proprio domicilio e dalla propria identità, spesso vissuto come una perdita di autonomia e un senso di abbandono.

La cultura aziendale mira a sensibilizzare, in primis, il team operativo rispetto al momento dell’accoglienza di una nuova persona e della sua famiglia. Il progetto intende perseguire la personalizzazione dell’esperienza di accoglienza, umanizzando il modo di conoscere la nuova persona e la sua famiglia. Si tratta, pertanto, di dare avvio a un’idea di accoglienza ospitale, una sfida professionale e aziendale che consente di accrescere il grado di relazionalità del sistema di cura.

Obiettivi:

Un obiettivo importante è pensare al momento dell’accoglienza come a una tappa con un impatto umano importante per tutti gli attori coinvolti. Significa offrire una prospettiva di senso per creare un processo di valore che dura nel tempo, per il residente, per la famiglia e per i professionisti. All’interno di un chiaro processo di accoglienza, l’operatore si sente valorizzato, consapevole e responsabile del suo ruolo cruciale nell’avere cura del residente e della sua famiglia.

La possibilità di trasmettere e far percepire il valore della cura è stato un altro obiettivo che ha mosso il progetto. Proprio partendo dal racconto di residenti che sono stati accolti e hanno avuto esperienza di cura nella struttura, si pensa che siano coloro che possono consegnare un messaggio reale e concreto alle persone neoaccolte, perché hanno vissuto il cambiamento, l’accoglienza e tutte le emozioni di questa nuova fase della loro vita.

Contatti:

societadolce.it/ernesta-bovi

societadolce.it

facebook.com/SocietaDolce

Valori Q&B:

  • Umanizzazione

  • Rispetto

  • Affettività